Davide Cavatrunci

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Io. Ediz. illustrata

Un breve ma vivo racconto, che nell'espressività delle sagome e nell'essenza delle parole, raccoglie la saltellante armonia che avvolge la gioiosa (e a tratti felpata!) scoperta di quel che per ciascun di noi è Famiglia.
Un'opera concettuale che, insieme alla profondità de "il tempo" (2011) e al dolce incontro dedicato a chi vede a chi non vede ne "Il libro nero dei colori" (2022), si rivela come una tenue carezza al proprio passato, presente e... chissà, anche futuro!

Penelope - Sabina Colloredo

«In onore delle anatre che ti hanno salvato,» le comunicò Elena, piombando sul letto. «tuo padre Icario ha deciso di cambiarti nome! Da oggi in poi non ti chiamerai più Arnea, ma Penelope, "l'anatraccola"».
Una lieta lettura di (ri-)scoperta di una figura mitologica quale oggi noi conosciamo preponderantemente con il nome di Penelope e come colei che ha intessuto nel tempo l'eco dell'omonimo stratagemma, ma che, di lei, velata ne è alle volte la sua stessa profonda vita.
Sabina Colloredo, con "Penelope, vita di una regina", ha cercato (e ne riesce oltre ogni orizzonte) di esprimere le emozioni di una donna, sin dall'infanzia regina nell'animo, che nulla hanno da invidiare alle vicissitudini del suo futuro marito Odisseo: perché anch'ella ha combattuto una guerra, di sanguinante attesa per via di uno smisurato ego umano di bellicosità, d'incommensurabile coraggio per travolgere con pacifico atto le riprovevoli invasioni di un'effimera società, dedita ad inibire la speranza e ad estirpare quel che è sacro.
Ad accompagnare la mano del testo, si avvicendano in questo minuto libro da narrare od ascoltare a tutte le età, le incantevoli illustrazioni di Cristiano Lissoni, la cui veduta, sembra portata da un soffio di Eolo proveniente proprio dalla greca Itaca.

Ole Kirk Kristiansen - Sergio Rossi

Un tenero tuffo nella vita di Ole Kirk Kristiansen (7 aprile 1891 - 11 marzo 1958), che Sergio Rossi sceglie di raccontare in prima persona, come se "l'inventore dei Lego" stesse narrando sé stesso alla platea della Storia.
Una vita costellata di privazioni, di abissi interiori dettati dallo scontro con fiamme avviluppatesi a ciò che era Casa, con morse di dolore dettate da quel che l'umanità avrebbe ricordato come "Grande depressione", con fulminanti fratture che solo un lutto può condurre alla radice dell'anima e con l'oscurante occupazione della Danimarca iniziata il 9 aprile 1940 da parte della Germania nazista.
Ma nell'ombra, evocativa nei disegni di Giuseppe Ferrario, silenziosamente, rifiorisce la luce!
Incontri inattesi e sorprendenti scoperte avrebbero abbracciato la famiglia di Ole Kirk nell'immediato dopoguerra, rivelando l'universo dei mattoncini pensati e realizzati da Hilary Fisher Page (20 agosto 1904 - 24 giugno 1957, fondatore nel 1932 della Kiddicraft) nonché ponendo le basi del primo incastro che avrebbe accompagnato la variopinta vita dei LEGO, il cui futuro continua a viaggiare attraverso la frase danese "LEg GOdt": "Giocare bene".

Oceano mare - Alessandro Baricco

Un canto che è folgorante poesia, inaudita tragedia, travolgente passione, indicibile orrore.
Chi non è stato, è o sarà la piccola Elisewin, padre Pluche, madame Deverià, l'etereo Plasson, il professor Bartleboom, il fuggevole Savigny o l'annientato Adams?
Attraversando questo "Oceano mare" di carta, è come se, all'insaputa del nostro sussurrato "io", un mosaico d'umanità riecheggiasse in ciascun di noi. È nell'essere alle volte eternamente dimentichi del suo ascolto, che questo sogno mutato in realtà, manifesta la sua ingannevole e fluttuante volontà di una disperata e reiterata ricerca di ciò che si vuol definire come "perfezione" ed "imperfezione", di quel che è ritenuto giusto o condannato come sbagliato: una tela bianca, su cui si condensano gli invisibili turbini di anime d'ogni Tempo e su cui silenziosamente si riversano gli occhi di un Altrove, incorniciati da finestre e porte di un sospeso luogo chiamato Almayer.
Una disgraziata bellezza, che ha richiamato alla mia memoria "La tela animata" (2011), affascinante lascito scritto e diretto da Jean-François Laguionie.

Saper scegliere - Kierkegaard

Una lettura che sento di definire per me complessa, forse nel suo essere stata intimamente percorsa in un momento della vita in cui tempesta e tristezza hanno rappresentato lo scafo e le vele dell'oceano interiore... forse perché i passati sentieri di studio non mi hanno mai avvicinato al quieto respiro che la filosofia soffia dal profondo dello Spirito... ma forse anche consciamente scelta per iniziare a scuotere quelle fondamenta d'argilla, proprie di quel corpo immerso, erroneamente immaginato infinito, ma temporaneo vagabondo nel suo essere all'unisono ombra e luce.

L'amata - François Schuiten

Un indimenticabile incontro tra passato/presente/futuro, tra ricordo/incertezze/nostalgie di un futuro che fu, che mi hanno inaspettatamente e inesorabilmente legato alla matita e ai dialoghi di François Schuiten.
In fervida attesa di poter ammirare di persona la 12.004 al Train World di Bruxelles, consiglio vivamentissimamente!

Il tempo - Menena Cottin

Un libro quasi definibile “senza scaffale” per il suo essere sfogliabile come un calendario da parete ed ammirabile come un soffio narrativo, le cui illustrazioni possono d'impatto ricordare l'essenza dell'arte astratta.
Come il fluire dei volanti fogli e dei minuti granelli di sabbia raccolti tra le sue pagine, scorre assieme a queste l'invisibile ed inviolabile identità di quel che la cultura umana ha delimitato come "Tempo", in un avvicendarsi di simboli o involucri che lo potessero erroneamente contenere: un coriaceo tentativo di confinare l'ignoto al fine di giustificarne o valorizzarne il costante obiettivo di controllo e di confortevolezza sociale.
Ma come la vita, il Tempo è forse spontaneità dell'“essere”, un atto di pura rivoluzione scandita da quell'intreccio tra passato e futuro, la cui anima di Menena Cottin fa vibrare nel presente.
A quest'indelebile opera, altrettanto incantevole dono è “Il libro nero dei colori” (2023), realizzato insieme a Rosana Faría e dedicato al desiderio di far incontrare chi vede a chi non vede per mezzo della sensibilità e del Braille.

Cicala - Shaun Tan

«Cicala racconta storia. Storia buona. Storia semplice. Storia comprensibile anche a umani. Tok! Tok! Tok!»
Una breve ed emozionante storia che bussa ad ogni cuore, affinché possa risvegliarsi da un condizionato letargo e dirompere con la sua ineguagliabile infinità sulla vastità che lo circonda.

I conigli - John Marsden & Shaun Tan

«Una ricca e inquietante allegoria per tutte le età e tutte le culture.»
Queste le parole scritte in quarta di copertina, che alla sua chiusura si riflette l'apertura di un soffocante grido di dolore, di incomprensione, di costernazione per l'assoluta e inaudita violenza che con queste pagine distopicamente illustrate e brevemente narrate, Marsden e Tan desiderano forse lasciare un monito a quel che l'umanità ha ciecamente disintegrato di sé stessa e un raggio di luminosa speranza per quel che si potrebbe diversamente raggiungere con la sincera consapevolezza di condividere la vita sotto un unico cielo.
Un indimenticabile libro che penso possa essere armoniosamente affiancato con la lettura de "Il Grande Spirito parla al nostro cuore" (1995).

Lavorare con gioia - Marie Kondo, Scott Sonenshein

Esordita con "Il magico potere del riordino" (2014) e proseguitone il suo sentiero d'inchiostro con "96 lezioni di felicità" (2016), assieme allo studioso di organizzazione del lavoro Scott Sonenshein, Marie Kondō torna stavolta con il desiderio di cercare di oltrepassare il confine sinora dedicato all'ambiente domestico per immergersi in un altrove definente parte della nostra vita: lo spazio lavorativo.
Seppur lo si possa includere in questa sorta di trilogia ispirata dall'emozione del riordino, è un titolo che si può anche intraprendere separato dai precedenti due e che può condurre chi legge a considerarne alcuni suoi limiti strutturali, dettati dalla possibile disuguaglianza sociale lavorativa e dal mosaico culturale vivente nella persona che lo sta leggendo.
Ciononostante, oltre a donare alcuni spunti pratici sul come poter rendere più armonici aspetti del lavoro d'ufficio, si è rivelato una spinta riflessiva per un ulteriore dialogo tra le molteplici e quotidiane identità dell'essere.

The Viewer - Gary Crew & Shaun Tan

Graffito, pergamena, libro, cannocchiale, fotocamera, videocamera: sei incancellabili elementi, di cui solo il momento presente ha in custodia il testimone passato.
Con queste pagine quasi pervase da un affondo esistenziale che ha del parossistico nonché da una recondita verità che trasuda inquietudine, Crew e Tan, è come se avessero scelto di reinterpretare l'astratta concezione che si ha del tempo, in una concreta e fulminea concessione di poterlo osservare per mezzo di una integrale veduta che disintegra confini temporali, persone e ambiente.
Un'aperta o cauta provocazione al vivere quotidiano, sinonimo a volte di una frantumazione identitaria che fluisce verso quella che potrebbe esser definita come discarica della memoria?
Come reso noto alla sua fine, certo è che per gli autori, "The viewer", è anche un omaggio al "Viewmaster": gioco diffuso tra gli anni Ottanta e Novanta, che si componeva di «un congegno ottico in cui il bambino-spettatore inseriva un disco rotante di immagini, spesso storiche, in sequenza».

Madame Butterfly - Benjamin Lacombe

Riflesso del suo veemente contenuto d'inchiostro? Chissà...
Certo è che "Madame Butterfly" si presenta maestosa nel formato, sorprendente nella sua apertura e, come se si fosse in compagnia di una silenziosa orchestra, abbacinante per la doppia lettura in cui si viene accompagnati non pagina dopo pagina, ma quasi fondale dopo fondale.
Ispirato al romanzo "Madame Chrysanthème" (1887) di Pierre Loti, pseudonimo dello scrittore francese Louis Marie Julien Viaud, e a "Madama Butterfly" di Giacomo Puccini, la cui prima messa in scena avrebbe preso vita il 17 febbraio 1904 nel Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala di Milano, con spirale illustrativa, Lacombe riavvolge lo storico percorso di queste opere universali e avviluppa chi legge in un palcoscenico narrativo al quale si può rimanere attoniti e turbati.
Come le bluastre ali che è possibile ammirare nella prima di copertina, non minuta è la curiosità che porta infine a chiedersi il perché si ritrovino medesime e molteplici farfalle anche in "Gli amanti farfalla" (2015), "Frida" (2016) e "Storie di fantasmi del Giappone" (2021).

Gli amanti farfalla - Benjamin Lacombe

Accompagnato da una apparentemente sintetica narrazione, "Gli amanti farfalla" avvolgono e sconvolgono con un racconto i cui meandri all'unisono lambiscono verosimiglianza storico-sociale e poetico immaginario di un Giappone a sé antenato.
L'inatteso avvicinarsi, cauto ma impetuoso, di un sentimento di cui è possibile lentamente osservarne la tenera irradiazione e l'oscurante diluvio, restituisce nel contemporaneo vivere la stessa percezione di luce ed ombra che potrebbe incontrare il proprio quotidiano.
Come l'abbagliante lampo che squarcia l'imposta notte e la delicata onda rilasciata dall'intenso battito di una nata farfalla, questa piccola opera di Lacombe, insieme ad un sottile invito alla riflessione interiore, travolge ed incanta senz'alcuna tregua!

Il re leone - [Roger Allers, Rob Minkoff

«E l'amore avvolgerà / i sogni e la realtà. / Fra tutti c'è / perfetta armonia. / E ognuno incanterà.»
Trascorrono gli anni, mutano gli animi. Eppure, ad ogni sua visione, quella sottile linea fusa tra la realtà e l'universalità della vita, viene con impeto completamente travolta.
I citati versi de "L'amore è nell'aria stasera" (adattamento italiano dell'originale realizzato da Elton John - musica - e Tim Rice - testo -), non so dire il perché sin dall'infanzia siano stati particolarmente assorbiti in me come la singolare essenza di questa turbinosa poesia animata ma, a riammirarla a quasi trent'anni d'età, credo che in qualche inspiegabile forma, abbia per me sempre raccolto quel concentrico equilibrio illuminato con "Il cerchio della vita".
Tra lacrime di tristezza e scossoni di commozione, un'opera che ogni qualvolta può reimmergere nel ricordo delle proprie cadute interiori, delle abissali domande frapposte a forse irraggiungibili risposte o della forse mancata ultima spinta di coraggio che avrebbe potuto cambiare il futuro in una sinuosa via percorsa a passo di danza. Ma senza tutto questo, dove sarebbe la poliedricità della vita?
Ed ecco che il Rafiki della nostra voce interiore, della vicina persona amica o amata, quando meno lo si aspetta, dall'ignoto si rivela e d'impatto svela quel che l'anima aveva annebbiato dal tossico che l'aveva sommersa: l'unicità del sé antenato.
Reali temporanei di un indecifrabile universo, spesso dimentichi di un tutto che è ascolto e della vibrante rinascita su cui posa l'infinito.

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