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  Il  sangue dello scorpione
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Marcotullio, Massimo

Il sangue dello scorpione

Casale Monferrato : Piemme, 2006

Abstract: Dall'osservatorio sul tetto del Collegio Romano, notte dopo notte padre Athanasius Kircher scruta il cielo. A chi la sa leggere, la volta celeste svela segreti e capovolgimenti che sfuggono all'occhio profano. E quando vede delinearsi, dopo quarant'anni, una rara configurazione astrale, il gesuita non ha dubbi: eventi funesti stanno per abbattersi su Roma, in quell'anno che già porta in sé il segno del male, il 1666. L'era dello Scorpione è tornata. Di li a poco una serie di barbari omicidi sconvolge la città. Le vittime sono tutte gesuiti, tutti decapitati, e lasciati sconciamente con le gambe scoperte. Dietro i delitti sembra celarsi la mano di uno spietato e temibile sicario, lo Scorpione. Nessuno lo ha mai visto, nessuno sa chi sia. Nessuno tranne Giovanni Battista Sacchi, detto il FuIminacci, irascibile e squattrinato pittore, che senza saperlo lo ha ritratto sul luogo del primo omicidio. Da questo momento, la sua vita è in pericolo e, per salvarsi, dovrà gettarsi in una caccia senza respiro all'assassino e scoprire il movente degli omicidi. Aiutato dall'affascinante Beatrice, cartomante e indovina, da padre Kircher, che anni prima aveva assistito ai primi delitti dello Scorpione, dal vescovo de Simara, Fulminacci dovrà affrontare agguati e processi inquisitoriali, duelli e inseguimenti per le vie e i palazzi di una Roma barocca e inquietante. E il quadro che si delinea assume dimensioni sempre più vaste, fino a coinvolgere uomini in tonaca e teste coronate...

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Piacevole quanto casuale scoperta tra i scaffali della libreria. In particolare la capacità espressiva di Marcotullio ti trasporta nel tempo dando colore ad un'epoca lontana, permettendo al lettore di gustarne le sfumature. Mi ha fatto pensare ad un altro grande scrittore di romanzi storici italiano (Valerio M. Manfredi), ma la scrittura di Marcotullio ha in più un pizzico di linguaggio d'altri tempi, una terminologia ormai persa che arricchisce senza appesantire come solo un grande sa fare. Bello. Da rileggere.

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