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Stabat mater
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Scarpa, Tiziano

Stabat mater

Torino : Einaudi, [2008]

Abstract: È notte, l'orfanotrofio è immerso nel sonno. Tutte le ragazze dormono, tranne una. Si chiama Cecilia, ha sedici anni. Di giorno suona il violino in chiesa, dietro la fitta grata che impedisce ai fedeli di vedere il volto delle giovani musiciste. Di notte si sente perduta nel buio fondale della solitudine più assoluta. Ogni notte Cecilia si alza di nascosto e raggiunge il suo posto segreto: scrive alla persona più intima e più lontana, la madre che l'ha abbandonata. La musica per lei è un'abitudine come tante, un opaco ripetersi di note. Dall'alto del poggiolo sospeso in cui si trova relegata a suonare, pensa Io non sono affatto sicura che la musica si innalzi, che si elevi. Io credo che la musica cada. Noi la versiamo sulle teste di chi viene ad ascoltarci. Così passa la vita all'Ospedale della Pietà di Venezia, dove le giovani orfane scoprono le sconfinate possibilità dell'arte eppure vivono rinchiuse, strette entro i limiti del decoro e della rigida suddivisione dei ruoli. Ma un giorno le cose cominciano a cambiare, prima impercettibilmente, poi con forza sempre più incontenibile, quando arriva un nuovo compositore e insegnante di violino. È un giovane sacerdote, ha il naso grosso e i capelli colore del rame. Si chiama Antonio Vivaldi. Grazie al rapporto conflittuale con la sua musica, Cecilia troverà una sua strada nella vita, compiendo un gesto inaspettato di autonomia e insubordinazione.

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Premio Strega 2009. E’ la storia di una ragazza abbandonata nella Venezia del 700. Ogni notte, scrive lettere alla madre che l’ha abbandonata in fasce. Diventa una musicista e suona il violino, nascosta dietro una grata con il resto dell’orchestra femminile. La vita di Cecilia cambia quando all’Ospitale arriva don Antonio Vivaldi, detto anche il prete rosso. L’uomo nota le capacità di Cecilia, che diventa una delle sue favorite. Una notte, don Antonio le propone di diventare il primo violino ai suoi concerti, a patto che respinga qualsiasi proposta di matrimonio. Cecilia rifiuta l’accordo e tra i due si spezza il legame di amicizia che si era creato. Un giorno Don Antonio accompagna Cecilia a visitare il macello pubblico e la costringe a tagliare la gola a un agnello. Qualche giorno dopo, il sacerdote sostituirà le corde del violino di Cecilia con le interiora dell’agnello ucciso. L’episodio sconvolge la ragazza, che trova il coraggio di abbandonare l’Ospitale per mettersi sulle tracce della madre.

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