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Dialogo con il futuro
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Solženicyn, Aleksandr Isaevič

Dialogo con il futuro

Milano : La casa di Matriona, 1976

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Utente 2021
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Raccolta di interviste rilasciate da Solzenicyn, in Inghilterra, Francia e Spagna. L'autore spiega il proprio punto di vista e purtroppo deve difendersi dai comunisti occidentali che, ignoranti dei fatti, difendevano il comunismo per principio (nel mondo occidentale erano infatti gli anni dello schieramento destra contro sinistra). D'altro canto i suoi scritti venivano anche distorti e usati dalle destre, a fini propagandistici anticomunisti.
Già Fëdor Michajlovič Dostoevskij, nel diciannovesimo secolo, aveva previsto che se in Russia ci fosse stata la rivoluzione, questa avrebbe fatto 100'000'000 (cento milioni) di vittime. Secondo lo statistico Ivan Kurganov, Dostoevskij ci andò molto vicino, in quanto le vittime totali sotto il regime sovietico furono circa 110'000'000, di cui 60'000'000 solo nei campi di prigionia (arcipelago Gulag) e i restanti tra soldati e civili, morti per le conseguenze delle guerre e delle carestie. Per chi non avesse letto nulla sull'Unione Sovietica, basti pensare che i contadini proprietari terrieri (kulaki) furono sterminati, le proprietà espropriate e assegnate a comunità definite Kolchoz, quindi coltivate da persone senza esperienza, con criteri politici, mentre i raccolti dovevano essere consegnati allo stato, che eventualmente assegnava ai Kolchoz alcune razioni di raccolto. Ne va da sé che non c'erano incentivi alla produzione e la terra veniva coltivata male. Tutto ciò era praticamente sconosciuto in occidente, dove arrivava solo la propaganda sovietica. Espulso in occidente, Aleksandr Isaevic pensava di trovarvi il paradiso, ma capì subito che gli occidentali preferivano credere alla propaganda sovietica e non si immischiavano nelle faccende interne sovietiche, un po' come preferirono fare, per lunghi anni, nei confronti dell'olocausto sotto Hitler.
Il succo del pensiero di Solzenicyn è morale, non politico. Egli non si occupa di destra e sinistra, bensì di cosa è moralmente giusto e cosa sbagliato. La triste considerazione che egli farà, è che l'esperienza non si può trasmettere e quindi i popoli occidentali non impareranno da ciò che è accaduto nei regimi comunisti; il sonno della ragione e della morale condurranno pertanto l'occidente a una crisi mai vista prima. Tutto ciò veniva scritto negli anni '70 del 1900, cioè in tempi non sospetti. Alla luce degli eventi correnti, fa parecchio riflettere...

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