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  The  dome
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King, Stephen <1947- >

The dome

Milano : Sperling & Kupfer, 2009

Abstract: È una tiepida mattina d'autunno a Chester's Mill, nel Maine, una mattina come tante altre. All'improvviso, una specie di cilindro trasparente cala sulla cittadina, tranciando in due tutto quello che si trova lungo il suo perimetro: cose, animali, persone. Come se dal cielo fosse scesa la lama di una ghigliottina invisibile. Gli aerei si schiantano contro la misteriosa, impenetrabile lastra di vetro ed esplodono in mille pezzi, l'intera area - con i suoi duemila abitanti - resta intrappolata all'interno, isolata dal resto del mondo. L'ex marine Dale Barbara, soprannominato Barbie, fa parte dell'intrepido gruppo di cittadini che vuole trovare una via di scampo prima che quella cosa che hanno chiamato la Cupola faccia fare a tutti loro una morte orribile. Al suo fianco, la proprietaria del giornale locale, un paramedico, una consigliera comunale e tre ragazzi coraggiosi. Nessuno all'esterno può aiutarli, la barriera è inaccessibile. Ma un'altra separazione, altrettanto invisibile e letale, si insinua come un gas velenoso nel microcosmo che la Cupola ha isolato: quella fra gli onesti e i malvagi. Tutti loro, buoni e cattivi, dovranno fare i conti con la Cupola stessa, un incubo da cui sembra impossibile salvarsi. Ormai il tempo rimasto è poco, anzi sta proprio finendo, come l'aria...

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E' vero: King è uno scrittore di fantascienza/orrore e come tale piace solo agli appassionati. Però....Questo libro è bellissimo, ogni volta che lo prendi tra le mani ti senti veramente entrare nella cupola (Under the dome) e poi vivere quello che accade. Perché in questo libro non devi stare ad aspettare che succeda qualcosa di sconvolgente perché l'assurdo si verifica subito , alla prima pagina. Perciò il surreale non ti tiene in ansia particolare perché dopo un po' lo accetti come un dato di fatto. Così l'autore , in più di mille pagine (equivalenti circa a sette giorni nella storia) ti conduce in una indagine sulla natura umana in quasi tutte le sue sfaccettature , ti appassiona, ti fa amare i personaggi che vuole tu ami e odiare o compatire quelli che vuole lui, con le sue appropriate trovate narrative. King non è mai pedagogico, ma è un amante della umanità, anche se la condisce sempre con qualcosa di soprannaturale. E' per questo che diverte sempre, ti cattura, ed alla fine di più di mille pagine ti fa dire: "Peccato, è già finito!". Un re di nome e di fatto, solo persone esageratamente snob, possono non riconoscerne la grandezza.

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