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Con i soldi degli altri
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Gallino, Luciano <1927- >

Con i soldi degli altri

Torino : Einaudi, 2009

Abstract: Una massa di risparmio equivalente al Pil del mondo viene gestita, a loro esclusiva discrezione, da enti finanziari quali fondi pensione, fondi di investimento, assicurazioni e vari tipi di fondi speculativi. La maggior parte è controllata da grandi banche. Il loro mestiere consiste nell'investire quotidianamente soldi degli altri: per questo sono chiamati investitori istituzionali. In appena vent'anni il peso di questo capitalismo per procura nell'economia mondiale è diventato formidabile: gli investitori istituzionali hanno oggi in portafoglio oltre la metà del capitale delle imprese quotate. Nel tutelare gli interessi dei risparmiatori, sono in genere indifferenti alle conseguenze sociali degli investimenti che effettuano. Il loro unico criterio guida è la massimizzazione a breve termine del rendimento finanziario. Dalla crisi esplosa nel 2008, che ha coinvolto in diversi modi anche gli investitori istituzionali, si potrà stabilmente uscire soltanto con nuove forme di regolazione dell'economia. Posto che controllano la metà di essa, le riforme dovranno necessariamente coinvolgere anche questi enti: se i loro capitali fossero investiti in infrastrutture, scuole, trasporti, ambiente, l'economia del mondo ne trarrebbe sicuro vantaggio. A tale scopo occorrerebbe anche ridare voce, nelle loro strategie di investimento, ai milioni di persone che a essi affidano i loro soldi.

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SANDRO SUMMA
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Un libro a dir poco agghiacciante su quello che sta accadendo da anni all'economia del mondo e che spiega molto della tempesta che sta investendo quella italiana. Estremamente interessante e leggibile, spicca per la chiarezza, la capacità di focalizzare i nodi del problema e l'autonomia nei confronti della visione massificata adottata da molta della pubblicistica mainstream. Sebbene scritto alcuni anni addietro, è attualissimo in quanto nessuno dei problemi di fondo è stato minimamente affrontato e, tantomeno, risolto. E, per quel poco che riesco a capire e constatare, nemmeno oggi si stanno attuando rimedi efficaci: ciò che sta accadendo in Italia con il "governo Monti" è assolutamente demenziale; se è ovvio che l'Italia nulla può agendo in autonomia, è anche vero che nulla sta facendo per sollecitare in sede europea la realizzazione di quelle modifiche del sistema di controllo e regolazione della finanza che potrebbero limitare l'espansione dei danni ed il recupero di un minimo di stabilità. Tra tutti i concetti esposti, alcuni sono di assoluto interesse: quello di "capitalisti per procura" (cioè con il denaro dei lavoratori), quello di finanza che asserve ai propri scopi e fagocita l'economia reale e quello di "effetto perverso" (vedi Introduzione pag. 18-19), che spazza via ogni presunzione di virtuosa auto-regolazione dei mercati.

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