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  La  versione di Barney
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Richler, Mordecai

La versione di Barney

Milano : Adelphi, 2002

Abstract: Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in sitcom decisamente popolari e altrettanto redditizie.

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Incuriosita dal film, magistralmente interpretato da Paul Giamatti, ho letto questo libro. La storia, raccontata a mo' di autobiografia risulta un poco caotica e bisognosa di attenzione per essere compresa interamente. La scelta credo che sia voluta, visto che il protagonista la racconta in vecchiaia ed in preda ai primi sintomi di Alzheimer. L'autobiografia è la risposta di Barney, la sua versione appunto, alla accusa di aver ucciso il suo migliore amico, di cui in realtà non saprà mai la vera fine. La soluzione del giallo verrà data in un postcritto del figlio a fine romanzo. Il libro è ricco di spunti che fanno pensare: amore, da quello superficiale a quello della vita, amicizia, solitudine, rimpianto. Merita di essere letto, come detto ,con molta attenzione ed anche con lo spirito giusto.

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