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L'    inverno si era sbagliato
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Young, Louisa

L' inverno si era sbagliato

Milano : Garzanti, 2011

Abstract: Inghilterra, 1915. Come ogni mattina, Julia compie i rituali dell'attesa: lucida la casa alla perfezione, indossa l'abito più elegante che possiede e si acconcia i capelli, accorda il violoncello e poi si siede alla finestra. E aspetta. Aspetta che la promessa venga mantenuta, che suo marito Peter torni dal fronte. Anche Nadine aspetta, ripensando come ogni giorno a quell'amore tenero e spensierato sbocciato a Londra, sotto la neve d'inverno. Quello che nutre per Riley è un amore impossibile, contrastato aspramente dai genitori di Nadine. Ed è proprio per conquistarli che Riley è partito per il fronte, per quella guerra lampo che, dicevano tutti, sarebbe durata soltanto un inverno. Ma l'inverno si era sbagliato. Rose non ha tempo di aspettare. Infermiera in prima linea nel conflitto, ha visto troppi uomini feriti nel corpo quanto nell'anima aspettare soltanto una cosa, la morte. E c'è un filo sottile, fragile e capriccioso, fatto di messaggi dalla trincea, che Rose ha visto troppe volte spezzarsi. Julia, Nadine e Rose sanno che quella maledetta guerra è una lunga attesa ma, unite dalla medesima determinazione e dall'imprevedibilità del destino, scopriranno che quest'attesa può essere interrotta solo in un modo: con il coraggio dei loro cuori.

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Tre donne che affrontano il dramma della prima guerra mondiale, due uomini che combattono al fronte e che vivono di persona le atrocità del conflitto. Alla fine solo l'amore riuscirà a lenire il dolore e la sofferenza. Un libro molto forte che racconta senza mezzi termini la crudeltà della guerra e le sue conseguenze sul corpo e nell'anima, rimane impresso soprattutto per il modo in cui l'autrice descrive alcuni episodi che ho trovato personalmente molto crudi e di difficle lettura. Non l'ho apprezzato particolarmente e penso sinceramente che l'entusiasmo che ha suscitato sia stato eccessivo ma senza dubbio non è una lettura che si dimentica facilmente.
 
 
 

Concordo con l'utente sopra, una lettura importante, significativa, ben scritta, a tratti molto cruda e spesso anche difficile da leggere, in alcuni casi mi sono pentita di aver preso questo libro ma penso sia stata resa perfettamente non solo l'atrocità della guerra ma anche ciò che viene dopo, quello che resta negli occhi e nella mente degli uomini alla fine del conflitto, qualcosa che segna ormai inevitabilmente non solo le loro vite e i loro corpi ma anche le persone che li circondano e che dà conferma al detto 'niente sarà più come prima'...un ritratto impegnativo che rende bene anche l'idea della figura della donna in quel periodo, la loro utilità per il Paese alla pari degli uomini, figure di donne forti per natura o per necessità...personaggi diversi che apparentemente non hanno niente in comune ma che vengono avvicinati proprio dagli orrori della guerra...

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