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Mastro Titta, il boia di Roma. Memorie di un carnefice scritte da lui stesso
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Giovanni Battista Bugatti (Mastro Titta)

Mastro Titta, il boia di Roma. Memorie di un carnefice scritte da lui stesso

Booklassic, 20150629

Abstract: Un anonimo autore del secolo XIX ne scrisse una finta autobiografia, intitolata Mastro Titta, il boia di Roma. Memorie di un carnefice scritte da lui stesso, nella quale gli fa descrivere in questo modo l'inizio della sua attivita di giustiziere al servizio di Sua Santita. La finta autobiografia, scritta e pubblicata molti anni dopo la presa di Roma e la morte del Bugatti, e scritta in chiave anticlericale.

God of War - The Official Novelization
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Barlog, J. M.

God of War - The Official Novelization

Titan Books, 20180828

ABRAHAM Lincoln
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Weil, Jonathan

ABRAHAM Lincoln

David Fickling Books, 20200224

Abstract: True life stories of the most amazing people EVER! Meet ABRAHAM LINCOLN, the power-speaking President of the USA. He helped free millions of people from slavery, and his rags to riches tale is legendary. Find out: how he came up with one of the best speeches ever given; how he got the nickname 'Spotty Lincoln' and how wrestling and crowd-surfing helped him win votes.Get to know ABRAHAM on First Name terms.

Le ambizioni sbagliate
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Moravia, Alberto - Colasanti, Arnaldo

Le ambizioni sbagliate

Bompiani, 28/04/2021

Abstract: Sempre inquietante fino al limite dello scabroso, nel suo secondo romanzo Moravia rivela il suo impegno civile in un testo di spietata denuncia del vizio e della società.

La camera celeste
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Viale, Anna

La camera celeste

Gilgamesh Edizioni, 15/03/2021

Abstract: Livia e Flaminia sono due sorelle che vivono a Roma, hanno una vera passione per i classici e l'ornitologia e nello sgabuzzino un'ingombrante valigia piena di soldi ereditata dal padre, avvocato e ciurmatore assai poco compianto…⠀… Alla strada hanno sempre preferito il salotto di casa e del mondo sanno poco e nulla.Invece Zelvira, ai tempi compagna di scuola di Livia, è una tipa sveglia e Flaminia ne subisce il fascino: telefonini, trucchi, ragazzi; la leggerezza, finalmente!⠀Una leggerezza che le porterà a Pisa e Livia dietro a loro, all'inseguimento, ma il tutto avviene, appunto, con la leggerezza che è la cifra stilistica dell'intero romanzo.⠀Un romanzo che scivola dalla realtà al sogno, andata e ritorno, che scorre, a tratti carsicamente, senza strappi, con la dolcezza senza tempo della fiaba e un'ironia tutta moderna, consapevole e sorniona, a cui è deputato il compito di indorare un'amarezza di fondo che assume così i contorni di un piccolo incubo.⠀Uno sguardo lineare che tende all'allontanamento e da cui spontaneamente scaturisce il surrealismo.⠀Un surrealismo a pastelli, attraversato da suspence e mistero. La tinta, inutile dirlo, è celeste…

Joseph e Lia. La mia vita precedente a Mauthausen
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Sanna, Roberto

Joseph e Lia. La mia vita precedente a Mauthausen

Amico Libro, 13/04/2021

Abstract: Un'esperienza reale di ipnosi regressiva narrata in prima persona. Un caso unico a livello mondiale. Libro molto coinvolgente ed emozionante ambientato all'interno del lager di Mauthausen. Si racconta esclusivamente la vita precedente senza riferimenti alla vita attuale.La storia raccontata da Roberto Sanna in Joseph e Lia è profonda, intrigante, a tratti poetica e nel complesso estremamente inquietante dal momento che si tratta del resoconto fatto in prima persona dal protagonista, Joseph Keller, del suo internamento nel lager nazista di Mauthausen. Già questo basterebbe per consigliarne la lettura.Per tutta la durata del racconto è difficile pensare che non sia davvero Joseph a narrare la sua storia, eppure il libro è stato scritto in anni recenti, benché Joseph sia morto ormai da decenni e la sua voce, nel pensare comune, avrebbe dovuto essere spenta per sempre. Si potrebbe pensare che l'effetto sia dovuto all'indubbio talento narrativo dello scrittore e, ovviamente, al fatto che abbia minuziosamente attinto da documenti di archivio e da testimonianze dirette dei protagonisti della vicenda o dei loro discendenti a cui la storia è stata raccontata. Ma sulla vicenda non esistono documenti d'archivio o testimonianze, e se Roberto riesce a dare voce a Joseph è perché lui stesso è Joseph, o meglio lo è stato nella sua vita precedente, e nel corso di una serie di sedute di ipnosi regressiva ha ricordato vividamente e con estrema ricchezza di particolari la sua drammatica esperienza nel lager di Mauthausen.L'AUTORERoberto Sanna nasce a Cagliari nel 1974, attualmente risiede a Capoterra.Si occupa di editoria dal 1998, è fondatore della casa editrice e agenzia letteraria Amico Libro.è grafico, editor, impaginatore. Nel 2009, in seguito a un problema alimentare, si rivolge all'ipnologo cagliaritano Momi Zanda dove emerge l'incredibile storia raccontata in questo libro.Continua a collaborare con Momi con canalizzazioni di entità incorporee, in particolar modo legate all'antica civiltà nuragica.foto di copertina © alista21 - depositphoto.it 

Sa Levadora. La maestra di parto sarda
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Murgana, Ivan - Salis, Carmen

Sa Levadora. La maestra di parto sarda

Amico Libro, 29/03/2021

Abstract: FILE AGGIORNATOPer conoscere meglio se stessi bisogna scavare nel proprio passato. Lo sa bene Peppino Setividas che torna in Marmilla per scoprire chi era Pietrina Murtas, la levatrice che aiutò sua madre a farlo venire al mondo. In questo viaggio scoprirà la storia di una donna fuori dal comune, che grazie alla sua incredibile forza d'animo, riuscirà a condurre la vita che vuole, pur dovendo combattere contro un destino avverso e contro i pregiudizi e le maldicenze della gente. Un racconto che apre lo scrigno dei ricordi di una Sardegna che non c'è più, ma che rivive nelle parole spese davanti al fuoco di un camino. La storia di una levatrice sarda, specchio dell'immagine dell'Isola che dovremmo custodire per non dimenticare mai chi siamo e da dove veniamo. Carmen Salis, cagliaritana, giornalista pubblicista, moglie e madre di tre figli, è alla sua settima pubblicazione. Scrittrice poliedrica, passa dai versi alla prosa senza abbandonare il sogno di poter scrivere per il teatro. Ama il canto, la fotografia e i gatti. carmen.salis@alice.it. www.carmensalis.it Ivan Murgana è nato a Sarroch nel 1978. Giornalista pubblicista, collabora con il quotidiano L'Unione Sarda dal 2004. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Il flebotomo di Rocca Limpia".

Le due isole
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Cravotta, Vittorio

Le due isole

Amico Libro, 04/04/2021

Abstract: Il racconto breve richiede un'attenta misura nella descrizione dei dettagli, deve riuscire a presentare i personaggi approfondendoli, descrivendoli, insomma deve rendere la fotografia di un fatto, di una storia. Vittorio Cravotta in quest'opera lo fa. Nel suo raccontare riesce non solo a dar corpo e anima ai suoi personaggi, ma riesce a rappresentare tutti gli elementi che gli stanno intorno: dal luogo fisico agli elementi che con essi interagiscono. L'autore infatti, oltre alle persone, porta in scena i suoni, gli odori, le tradizioni di due isole, di due culture che è riuscito a far proprie, amandole e andandone orgoglioso. In "Le due isole" un narrare, a volte forse in modo autobiografico, altre in veste di attento osservatore, della vita che scorre fra difficoltà, desideri, sogni e ironia della sorte. Un fermare, rendendolo immagine indelebile, soprattutto il ricordo di un tempo passato, con i sogni, le fatiche e le speranze che non smettono comunque di essere le stesse che ritroveremo nel nostro futuro.Vittorio Cravotta è nato in Sicilia, dove è vissuto fino all'età di 23 anni. Poi, dopo aver vinto un concorso pubblico, si è trasferito in Sardegna dove ha svolto la sua attività prima di funzionario statale e poi di Dottore Commercialista, che tuttora esercita. Ha già pubblicato "L'eroe di zolfo".

Giallo Cagliari
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Annunziata, Antonio

Giallo Cagliari

Amico Libro, 11/04/2021

Abstract: "Giallo Cagliari" raccoglie due storie ambientate in Castello, nella Cagliari "vecchia".Nel primo romanzo "I passi indietro", si muove il bancario Matteo: un solitario, una persona metodica, ordinata, silenziosa. Da quando la moglie Loredana, milanese, lo ha cacciato di casa, è ritornato nella "sua" Cagliari. Un giorno incontrerà una ragazzina di nome Sara che gli stravolgerà la vita.Nel secondo romanzo "La donna col cappello di paglia" incontreremo una giovane coppia: Antonio e Gabriella che stanno insieme già da qualche anno. In estate Antonio conosce la bella ucraina Hélena che entrerà nella vita del ragazzo con prepotenza.Hélena è la badante di una vecchia nobildonna cagliaritana che abita in Castello. Un giorno il passato che Hélena teneva nascosto ritorna…Antonio Annunziata è nato a Milano nel 1944.Ex bancario e ora pensionato vive a Cagliari già da parecchi anni. Ha iniziato a scrivere romanzi dal 2006, disegna anche acquerelli della vecchia Cagliari.Ha pubblicato svariati romanzi: "Mattia Alba e Orazio – Ovvero storia di corna e tradimenti, come vivere felici e contenti", "All'ombra di Tavolara", "Il bamboccione" per l'editrice Kimerik; "Una poltrona di velluto rosso", "Business and soups", "Una striscia rosso sangue", "Blood in Ellesmere" per ilmiolibro La Feltrinelli; "Le colpe dei fichi d'india", "Gli angoli bui" per l'editrice La Riflessione.Con Kimerik ha pubblicato i primi due romanzi autobiografici sotto pseudonimo, di cui uno è stato selezionato per il "Premio Letterario La Torre dell'Orologio".in copertina: acquerello dell'autore

Kurrem. La rosa dell'harem
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Barrocu, Salvatore

Kurrem. La rosa dell'harem

Amico Libro, 13/04/2021

Abstract: Come oggi, nel 1500 il mondo, per noi europei, era diviso in due, con l'"altro" sempre rigorosamente situato sulla sponda sbagliata del Mare Nostrum. I resti, la cultura, i regni nati dalla disgregazione dell'impero Romano, uniti da un rissoso cristianesimo, si scontravano contro il pericolo maggiore mai affrontato fino ad allora dagli eredi di Costantino: gli Ottomani. Un esercito potente e crudele, guidato da Sultani decisi nella battaglia e tolleranti nella vittoria si muoveva verso il cuore d'Europa, deciso a fermarne i battiti al suono dei tamburi dei Giannizzeri. Mentre si muore in battaglia, attorno a Vienna e a Bagdad, nel cuore di questo Impero, orgoglioso e potente, guidato dal più grande dei Sultani, Solimano il Magnifico, si dipana la storia di una piccola schiava dai capelli rossi. Decisa a trovare riscatto, questa donna cambierà le sorti di un Impero, nello sfondo di una Istanbul dolce e crudele.Salvatore Barrocu nasce a Tula (SS), dove è tornato a vivere dopo una vita vissuta tra Cassolnovo (PV) e Torino. Dopo lunghi anni di studi storici e ricerche archeologiche, lasciato il lavoro sul campo, si dedica alla sua passione di una vita: la scrittura. Questo è il suo secondo romanzo, rigorosamente frutto di accurate ricerche storiche.

Il bambino nuso. 24 piccole storie srade tra cielo e mare
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Dessì, Francesco

Il bambino nuso. 24 piccole storie srade tra cielo e mare

Amico Libro, 01/04/2021

Abstract: Ceschino è un bambino curioso e sensibile che vive in Sardegna, a Villa Sant'Efisio, un piccolo paese - oggi una realtà urbana importante chiamata Capoterra - negli anni difficili del dopoguerra. Una narrazione semplice e piacevole che porta il lettore, attraverso piccoli racconti, a scoprire con occhi di bambino, il passato e quindi la storia di un paese e dei suoi abitanti. Storia che assomiglia a tante altre storie che hanno visto protagoniste le generazioni che ci hanno preceduto, un passato comune a tanti, con la sua cultura e con le difficoltà che quei tempi imponevano. Francesco Dessì, nato a Capoterra il 26 maggio 1956, risiede e vive a Capoterra. è giornalista pubblicista dal 1989, impegnato nel sociale per passione, grande appassionato di sport. "Il bambino nudo" è la sua prima pubblicazione.

La donna farfalla
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Brughitta, Roberto

La donna farfalla

Amico Libro, 29/03/2021

Abstract: Lamadrò è il paese con le case dalle tegole larghe, quel paese dove Riccardo, il figlio del maniscalco, non parla ma ascolta, dove Gianluca è il garzone che sa innamorarsi dopo un solo bacio sulle labbra, dove il vento spettina i riccioli di Manuel, dove Monica sa leggere le nuvole. Il lavoro di Roberto Brughitta, "La donna Farfalla", ha la forza della bella narrazione, ovvero quella forza che serve per scrivere una bella storia. Un'opera questa che contiene semplicità, una dose essenziale di incanto e tanta voglia di prendersi sul serio giocando.L'autore nasce nel 1965 a Cagliari, dove trascorre la sua adolescenza esplorando le tombe fenicio-puniche della necropoli di Tuvixeddu. Per anni ha svolto la professione di burattinaio e animatore esibendosi nelle scuole e nelle piazze della Sardegna. Le sue pubblicazioni sono "Il giocattolaio e altri racconti" (2012), "Baci di laguna" (2014). È comparso nell'antologia del concorso Carta Bianca nelle edizioni dal 2011 al 2013. È autore di un racconto sulla pericolosità dell'amianto e un altro, "Trucioli di cuore", scritto con Emanuela Imprescia, presidentessa Dell'ADMO Alto Adige e fondatrice del gruppo Polì Ale "Un midollo per la vita" . "La donna Farfalla" è la sua nuova opera.

Altai
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Wu Ming

Altai

Einaudi, 09/03/2021

Abstract: "A Istanbul, nell'Anno del Signore 1555, terminava Q. Quindici anni oltre quell'epilogo, da Istanbul comincia Altai". Venezia, 1569. Un boato scuote la notte, il cielo è rosso e grava sulla laguna: è l'Arsenale che va a fuoco, si apre la caccia al colpevole. Un agente della Serenissima fugge verso oriente, smarrito. Costantinopoli sarà l'approdo. Sulla vetta della potenza ottomana conoscerà Giuseppe Nasi, nemico e spauracchio d'Europa, potente giudeo che dal Bosforo lancia una sfida al mondo e a due millenni di oppressione. Intanto, ai confini dell'impero, un altro uomo si mette in viaggio, per l'ultimo appuntamento con la Storia.

Experiencias guiadas
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Silo

Experiencias guiadas

Virtual Ediciones, 06/06/2021

Abstract: Experiencias guiadas fue escrito en 1980 y corregido en 1988. Este libro está dividido en dos partes. La primera, titulada Narraciones, es un conjunto de trece cuentos y constituye el cuerpo más denso y complejo. La segunda, bajo el título de Juegos de Imágenes, consta de nueve descripciones más sencillas que las de la primera parte. A este material se lo puede considerar desde diferentes puntos de vista. El más superficial nos muestra una serie de relatos breves con final feliz. Otro enfoque revela a esta obra como una serie de prácticas psicológicas apoyadas en formas literarias. Todo el libro está escrito en primera persona pero se debe destacar que esa "primera persona" no es la que habitualmente apreciamos en otro tipo de escritos porque aquí no se trata de la primera persona del autor sino del lector. Siempre hay una especial ambientación que sirve en cada cuento como enmarque para que el lector llene la escena con su propia personalidad y sus propias ocurrencias. Colaborando con estos ejercicios aparece en los textos un asteriscado (*), que marca pausas y ayuda a introducir mentalmente las imágenes que convierten a un lector pasivo en actor y coautor de cada descripción. Esa originalidad permite, a su vez, que una persona lea en voz alta (marcando las interrupciones mencionadas) y que otras, escuchando, imaginen su propio "nudo" literario. Tal cosa que en estos escritos es la tónica, en otros más convencionales destruiría toda secuencia argumental. Debe anotarse que en toda pieza literaria el lector o el espectador (si se trata de representaciones teatrales, fílmicas o televisivas), puede identificarse más o menos plenamente con los personajes pero reconociendo en el momento o, posteriormente, diferencias entre el actor que aparece incluido en la obra y el observador que está "afuera" de la producción y no es otro que él mismo. En este libro ocurre lo contrario: el personaje es el observador, agente y paciente de acciones y emociones.

Mitos raíces universales
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Silo

Mitos raíces universales

Virtual Ediciones, 06/06/2021

Abstract: "Mitos raíces universales" fue escrito en 1990.En la "Aclaración", incluida en el libro, se dice: Desde tiempos lejanos existió el afán por definir al mito, a la leyenda y a la fábula; por separar el cuento y el relato poco probable de la descripción veraz. Se ha realizado un gran trabajo para demostrar que los mitos son el ropaje simbólico de verdades fundamentales, o bien transposiciones de fuerzas cósmicas a seres con intención. Se ha dicho que se trata de transformismos en los que personajes vagamente históricos se elevan a la categoría de héroes o dioses. Se ha teorizado para mostrar las realidades objetivas que subyacen en la deformación de la razón. Se ha investigado para descubrir en esas proyecciones el conflicto psicológico profundo. Y así, esa enorme tarea ha resultado útil porque nos ha ayudado a comprender, casi en laboratorio, cómo los mitos nuevos luchan con los antiguos para ganar su espacio. Aún en las teorías científicas podemos observar que cuando se despegan del ámbito que les es propio y echan a volar sin demostración es porque ya se han instalado a nivel de creencia social y han cobrado la fuerza plástica de la imagen tan importante como referencia y tan decisiva para orientar conductas. Y en esa nueva imagen que irrumpe podemos ver los avatares de antiguos mitos remozados por la modificación del paisaje social al que se debe dar respuesta por exigencia de los tiempos...Recomendamos la lectura completa de la "Aclaración" y de la "Conferencia del autor", ya que ambas pueden ayudar a comprender el método utilizado en el tratamiento de los principales mitos de diez culturas.

El día del León Alado
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Silo

El día del León Alado

Virtual Ediciones, 10/06/2021

Abstract: El día del León Alado, está integrado por una serie de cuentos muy cortos, por unos relatos más extensos de trama compleja y por algunas fantasías próximas a la ciencia-ficción. Precisamente de la última de ellas: "El día del León Alado", el libro toma su título. El autor, transitando una vez más por los caminos del experimento literario, nos entrega ahora unos pocos cuentos entre los que destaca por su originalidad "En los Ojos Sal, en los Pies Hielo". Para los conocedores de su obra, particularmente del ensayo Psicología de la imagen, el breve escrito que comentamos aparece como una clara aplicación de su teoría de la conciencia a la descripción de un hecho insólito. Las otras ficciones que componen este volumen tocan desde la conmovedora situación de un líder africano sin salida, hasta la risueña actividad de un superhombre que, utilizando su habilidad gimnástica, termina por vencer a la ley de gravedad.

La traduzione totale di Peeter Torop. Spunti per lo sviluppo della scienza della traduzione
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Osimo, Bruno

La traduzione totale di Peeter Torop. Spunti per lo sviluppo della scienza della traduzione

Bruno Osimo, 27/02/2021

Abstract: Nel 1995 Peeter Torop, che succede a Ûrij Lotman a capo del dipartimento di Semiotica dell'Università di Tartu, ha pubblicato Total´nyj perevod in russo. Si tratta di un'opera fondamentale per lo sviluppo della disciplina che si occupa della traduzione. Colgo l'occasione di presentare questo lavoro per fare una sintesi degli sviluppi della disciplina nell'ultimo mezzo secolo, delineando le prospettive che l'applicazione della semiotica allo studio della traduzione apre per il futuro.

L'isola di Sachalìn (dalle note di viaggio)
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Cechov, Anton

L'isola di Sachalìn (dalle note di viaggio)

Anton Cechov, 28/04/2021

Abstract: Uno spartiacque divide da nord a sud l'isola di Sahalìn. Uno spartiacque simile divide la vita, quarantaquattro anni in tutto, di Čehov: ed è proprio il suo viaggio a Sahalìn.La pubblicazione dei racconti brevi su rivista – e poi in varie raccolte – del primo periodo, con l'analisi incessante del dottor Čehov tra le pieghe della società, che visita, come fosse un malato, guardando anche le parti più imbarazzanti, traendone diagnosi impietose e satiriche, determina due conseguenze:da un lato la famiglia Čehov, le cui entrate dipendono dai lavori (letterari) del dottor Antón Pàvlovič, esce dall'emergenza continua e può permettersi un tenore di vita meno frugale, con minori tensioni;d'altro canto il credito – morale prima ancora che economico – che Čehov ha presso Suvórin, editore del quotidiano Nóvoe vrémja con supplemento letterario settimanale, come testimonia ampiamente la corrispondenza, gli dà modo e tempo di fare progetti, di concepire uno scrivere che non sia quello del cottimista che va settimanalmente a riscuotere i cinque, poi i dieci copechi a riga per far fronte al conto dei negozianti, una vita agra alla Bianciardi, ma tempi meno stringati per la composizione delle sue opere, per un'attività artistica di più ampio respiro.Mentre il collega Freud a Vienna s'immerge in un nuovo concetto – quello di "inconscio" – rinvenendovi, sotto innumerevoli sottovesti immacolate e insospettabili panciotti con catenino d'oro e cipollotto lucido, oggetti psichici e vicende emotive non facilmente raccontabili (all'analista), ma il cui affioramento sotto forma di parole serve in taluni casi a sbloccare meccanismi nevrotici e perfino paralisi, Čehov a Mosca mette in parole quello che potremmo oggi definire una sorta di inconscio sociale, volgendolo in umorismo liberatorio.Per i primi quaranta-cinquant'anni, a detta del principe Mirskij, il Čehov più popolare in Russia è questo, il primo, l'umorista sociale. E l'equilibrio creativo Čehoviano può mantenersi soltanto fino a quando il dottore non si accorge che in un luogo remoto c'è una quantità di materiale rimosso dalla società russa e depositato lontano dalla Russia, quella europea: tre mesi via terra e via fiume, due mesi via mare sono i tempi impiegati dallo scrittore, rispettivamente, per raggiungere l'isola di Sahalìn e per farne ritorno.

L'oro di Saddam
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Borgonovo, Paolo Carlo

L'oro di Saddam

Paolo Carlo Borgonovo, 01/01/2021

Abstract: Poco prima della sua caduta, Saddam Hussein tentò disperatamente di mettere al sicuro l'oro del partito Baath incaricando il colonnello Barzan di inviare un manipolo di uomini fidati verso la miniera di Gonogo, in Uganda, dove occultare il tesoro. La missione denominata El-iksìr fu un fallimento, ma la giovane Guardia Repubblicana Saahud-Qadir era disposta a tutto pur di non deludere il raìs.

Cinque anni più tardi, presso il Palazzo di Vetro dell'ONU, ha luogo una conferenza in merito alla ricostruzione postbellica dell'Iraq e la giornalista irlandese Irina O'Brian solleva la questione dell'oro di Saddam Hussein. L'argomento resta in bilico tra leggenda e realtà finché Roho, figlio di uno degli uomini coinvolti nella missione El-iksìr, incrocia inconsapevolmente il destino di Oliver, Greta ed Erik, tre studenti di Ginevra con quello di Nathan Doyle un documentarista da anni sulle tracce del tesoro perduto.

Ciascuno mescola i propri pezzi, finché un preciso mosaico prende lentamente forma dando vita ad una spietata caccia al tesoro nella giungla ugandese. Ma gli esploratori dovranno fare i conti con il Mend, un gruppo di terroristi nigeriani, determinato sabotare le ricerche. Piogge equatoriali, bracconieri e grandi predatori complicheranno la spedizione in un ambiente ostile, per nulla disposto a svelare ciò che per anni ha gelosamente custodito.

Il pellegrino incantato. Il mancino (storia del mancino strabico di Tula e della pulce d'acciaio)
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Leskov, Nikolaj - Bruno Osimo

Il pellegrino incantato. Il mancino (storia del mancino strabico di Tula e della pulce d'acciaio)

Bruno Osimo, 02/04/2021

Abstract: L'opera di Nikolaj Leskóv è un'indagine dell'animo umano condotta sul campo e senza mediazioni, dove ciò che maggiormente interessa l'autore sono i tipi umani estremi, quelli che più si discostano dalla aurea mediocritas. Leskóv considerava Gogol' suo maestro, e le Anime morte, con la sua galleria di personaggi, il vangelo russo. "Leskóv, in un certo senso, si sforza di continuare le ricerche di Gogol'", scrive Ejchenbàum nel 1956[1].Ma i testoni, i bislacchi, gli ossessionati, i maniaci, i geni incompresi e i pellegrini modesti di Leskóv coprono uno spettro sociale assai più ampio, e non si lasciano raccontare da uno scrittore, ma si raccontano da soli. Il "popolo" di Leskóv narra in prima persona e il lettore si trova ad ascoltare la viva voce del novellatore. Sono racconti religiosi, ma in un senso molto particolare. Nel senso più terra terra che si possa immaginare. La manifestazione di Dio non viene cercata in fenomeni soprannaturali, ma nella vita concreta dell'uomo che lavora con le proprie mani. Lo scrittore Leskóv, artigiano che opera con l'occhio, con l'anima e con la mano, lascia che altri artigiani – fabbri, "connesséri", pittori di icone – creino un mondo capovolto, dove l'unica normalità è la creatività povera, dove paradossalmente l'unico normale è il diverso, vuoi perché ebreo, vuoi perché "giusto", vuoi perché onesto e fedele allo zar. È una religione in apparenza di stampo calvinista, la religione del fare, ma senza nessun risvolto di tipo produttivistico, anzi: "Favorendo l'aumento degli introiti, le macchine non favoriscono il coraggio artistico, che a volte ha passato la misura, ispirando la fantasia popolare a comporre leggende favolose simili a questa" (Il mancino).